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Lettera aperta sulla produttività collettiva

Lettura interessante quella del verbale del Consiglio di Amministrazione del 23 novembre 2011. In questa seduta si è consumata l’ultimo atto dell’accordo sindacale del 16 novembre che ha modificato molte delle disposizioni precedenti in materia di lavoro (straordinario, indennità eccetera).

I consiglieri di amministrazione del Personale eletti nelle liste dei sindacati firmatarie dell’accordo hanno tutti espresso soddisfazione per il risultato raggiunto. Qualcuno auspicando premi di produttività (Roberto Ligia), altri sottolineando l’importanza dell’introduzione della produttività collettiva (vero fulcro dell’accordo dichiara Sandro Mauceri). Infine, per Marco Cavallo, l’introduzione dell’obiettivo perseguibile è decisamente un elemento migliorativo. Consenso anche da altri consiglieri. In particolare – il prof. Graziani – chiede assistenza per le parti discrezionali, affinché ci sia omogeneità di applicazione.

La lettura del verbale ha confermato la sensazione che il ‘fiore all’occhiello’ dell’accordo riguardi proprio la questione degli obiettivi, la verifica dei quali sarà fatta due volte l’anno (giugno e dicembre) con accertamenti di stato d’avanzamento ogni due mesi. Il Collegio dei sindaci ha espresso il parere sulle percentuali dell’indennità (a risultato parzialmente raggiunto sia corrisposto il 50% e non l’80%)

Insomma, la massima istituzione della Sapienza crede fortemente al nuovo istituto della Produttività collettiva. Ci rimane da augurare che il significato “ideologico” non prevalga sull’applicazione reale: insomma che venga smentita quella percentuale di lavoratori che pensano che non cambierà nulla – o peggio sarà solo un modo per ottenere che uno lavori per gli altri.

La questione dirimente sono gli indicatori di perfomance, e su questo il Rettore ha confermato una grande attenzione.

Tutto bene dunque.

Da parte nostra possiamo solo insistere su un punto: la riconoscibilità e la trasparenza degli obiettivi dei gruppi è uno dei presupposti per evitare di sciupare questa occasione per migliorare i servizi della nostra università. Discutiamo pure quali strumenti usare per condividere con l’intera comunità gli obiettivi destinati ai singoli gruppi, si predispongano pure meccanismi di ‘riservatezza’ sulle singole attività ma rendiamo tutto aperto, condiviso e verificabile.

Ne abbiamo cominciato a discutere con alcuni lavoratori della Sapienza.

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