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webdesign, tecnologia e comunicazione

Partecipazione, didattica, ricerca e servizi

Novembre si apre con una notizia positiva: l'abrogazione delle norme restrittive per l'apertura di hot-spot nel territorio italiano (Decreto Pisanu). Comunque vada è l'occasione per ragionare sullo stato della diffusione della rete e l'apertura di nuovi scenari, forti dell'esperienza romana della Provincia e della nostra 'sapienzawireless'.

Un paio di riflessioni 'dense' su alcuni aspetti legati al web e alla comunicazione, partendo da una considerazione indubitabile: nonostante il 'contesto' favorevole, ambiente innovativo, libertà di espressione e platea giovane e attenta alle conversazioni elettroniche, le principali decisioni dell'università sono prese lontano dalle 'piattaforme' democratiche.

Sapienza. Prendiamo due provvedimenti importanti: lo Statuto e l'Accordo sindacale sul contratto integrativo. Le decisioni sono state prese nei luoghi deputati con poca concessione alla trasparenza e alla partecipazione (almeno nella parte di elaborazione delle proposte).

Perché? Noi proviamo a dare una risposta partendo da considerazioni a-politiche. Nessuna denuncia di riflessi reazionari e antidemocratici, nessun arroccamento 'analogico' dei padroni sindacali e accademici della cosa pubblica. Pensiamo più semplicemente che le decisioni, i provvedimenti abbiano bisogno di 'decantare'. Le soluzioni e le disposizioni non seguono un flusso ordinato ma avvengono per 'salti'. Si può intervenire nelle 'sedi opportune' e nelle scelte democratiche dei propri rappresentanti ma ogni tentativo di intercettare un dibattito è destinato a fallire.

Ci sono dei momenti in cui le conversazioni in rete possono avere successo. sono i momenti in cui l'organizzazione ha delle incertezze, in quel momento diventa possibile l'ascolto e l'interazione.

Dalla riflessione di politica-accademica a quella relativa alla ricerca e alla didattica. A volte si fa confusione tra i compiti istituzionali dell'università. Si presume che se nell'ateneo si svolgono attività di ricerca e didattica queste possono essere 'sfruttate' per il miglioramento dei servizi. Secondo noi è un errore. L'esempio proposto è quello di Radio Sapienza e l'idea (leggi il Piano di comunicazione 2010) di utilizzare questo canale per la comunicazione istituzionale.

A proposito di esperienze didattiche, il 16 novembre segnaliamo la chiusura del Fantauditel.

Per concludere una recensione doppia di due 'giornali on-line' della Sapienza.