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Riflessioni - Le gerarchie servono ancora?

Osservatorio - Assistenza: teorie e pratiche

Indice
Riflessioni
Vantaggi e svantaggi
Problem solving team
Centralità dei servizi IT
Spinta della tecnologia
Problema del lock-in
Le gerarchie servono ancora?
Ricapitolando
Trasparenza e pubblicità
Misurare e classificare
Il dominio della comunicazione
Strategia comunicativa
Trasferimento di conoscenza e forza del gruppo
Proposta pratica
Tutte le pagine

Spingendo ancora di più la riflessione: le organizzazioni complesse hanno ancora bisogno dei capi e delle gerarchie? Se l'organizzazione universitaria ruota sempre di più intorno al network (web, cloud, applicazioni condivise delle risorse in rete, relazioni e conversazioni con tutti gli attori del 'sistema') e se le esigenze lavorative richiedono sempre di più mentalità aperte, spirito di collaborazione e atteggiamenti pro-attivi, ha ancora senso una struttura con complessi livelli gerarchici, catene di comando lunghe e burocrazie consolidate? Aggiungiamo, e non è un dettaglio, il fatto che l'università ha il suo carattere fondativo intorno alla libera attività dei docenti che - per definizione - non hanno gerarchie di comando se non quella liberamente espresse nella definizione degli organi collegiali. La 'libertà' accademica - anche se messa continuamente in 'tensione' dalla necessità di rilevamento e valutazione della didattica e della ricerca si dovrebbe confrontare - teoricamente - con un'organizzazione dei servizi e del personale tecnico-amministrativo flessibile e dinamico. Insomma, sembrerebbe esistere le condizioni per cercare modelli organizzativi decentrati, orizzontali e fondati su strutture snelle e correlate costruite intorno ai nodi di una rete connessa. Ebbene, la realtà sembrerebbe un'altra.

La Sapienza ha avviato un importante processo di ristrutturazione che ha - tra i suoi effetti - quello di aver aumentato i i piani gerarchici della piramide e di aver legato le responsabilità ai diversi livelli stipendiali. Unprocessoorganizzativo che sembrerebbe andare in contro tendenza alla flessibilità e dinamicità richieste. Ma questa - forse - è una lettura superficiale. A noi pare che il tentativo sia quello di inserire degli elementi di premialità e merito in una struttura altrimenti bloccata da veti e appiattimenti contrattuali. E' possibile criticare questa impostazione sopratutto per aver fatto precipitare i livelli 'bassi' in un limbo da cui difficilmente sipuòrisalire ma l'operazione (va riconosciuto) ha dato forti stimoli e motivazioni ai responsabili dei servizi.


Scritto da Francesco Carnera